Le vie di Bookcity sono infinite – prima parte

Prendi un piovoso weekend di novembre, mixalo con dosi abbondanti di storia e letteratura, aggiungici un paio di scarpe comode e condisci tutto con un pizzico di sana curiosità. Questo è stato il mio Bookcity 2016, che come mai prima d’ora mi ha fatta girare come una trottola da un capo all’altro di Milano. In questo e nei prossimi post ti racconterò le scelte difficili ma inevitabili all’interno di un piatto così ricco, visto che purtroppo faccio parte dei comuni mortali a cui non è ancora stato concesso il dono dell’ubiquità.

A proposito di comuni mortali: la mia maratona Bookcity non inizia né fra le sale del Castello Sforzesco nè sulle comode poltrone della Triennale, bensì in un altro luogo che ogni volta mi regala sorprese e segreti inaspettati. Avere l’occasione di apprenderne qualcuno nientemeno che da Carla De Bernardi, presidente dell’Associazione Amici del Monumentale che da diversi anni si batte per far conoscere e tutelare questo museo a cielo aperto, è davvero imperdibile.

Ma cosa avranno mai a che fare i libri con le tombe?

Presto detto: al Monumentale sono sepolti diversi editori, perlopiù milanesi di nascita o di adozione, che forniscono lo spunto per una meravigliosa passeggiata tematica in occasione di Bookcity.

Il punto di partenza non può che essere il Famedio con un saluto virtuale a Manzoni, per poi proseguire verso il cimitero degli acattolici. Qui riposano Mondadori ed Hoepli, due self-made men partiti dal nulla per arrivare a creare un impero editoriale. Entrambe le tombe, nella loro grande diversità, sono molto significative ed artisticamente rilevanti.

Milano e la Svizzera convivono sulla lapide dell’editore Hoepli

Sono invece molto più semplici quelle di Vallardi e Ricordi, in particolare quest’ultima sembra presa direttamente da un cimitero della campagna inglese dell’Ottocento. La sepoltura di Mursia, bella senza essere appariscente, rispecchia la volontà dell’editore di rimanere piccolo tra  i grandi; una piccolezza del tutto relativa visto l’enorme successo dei libri di Salgari e di tanti altri titoli nel suo catalogo.

Scopriamo poi che Lucca non è solo una città ma anche un editore musicale, storico rivale del più famoso Ricordi soprattutto per quanto riguarda i diritti d’autore in particolare di Wagner. Riposa in un bellissimo monumento sormontato da due angioletti, una piccola chicca che solo chi conosce bene il Monumentale come la nostra guida riesce a scovare i scovare con facilità.

Non passa invece inosservata la sepoltura di Rizzoli né tantomeno il mausoleo di Feltrinelli, altro editore partito da una lunga gavetta prima di arrivare al successo. Il destino è invece stato più avverso per Sonzogno, editore che non naviga in buone acque e con una tomba pesantemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Particolare della sepoltura di Treves
Particolare della sepoltura di Treves

La tomba dei fratelli Treves, forse poco noti ai più ma molto importanti per l’editoria milanese, è una vera e propria storia illustrata resa ancora più suggestiva dalla collocazione nell’area ebraica del cimitero.

La passeggiata editoriale sembra giunta al termine, ma non resistiamo ad un una breve visita alla cripta del Famedio per andare a scoprire qualche curiosità su alcuni personaggi importanti dello sport, dello spettacolo e naturalmente della letteratura milanese.

Non disperare se ti sei perso questa o le altre passeggiate organizzate dall’Associazione Amici del Monumentale durante Bookcity, perché Carla De Bernardi ha scritto il bellissimo libro “Non scordar di me” che racconta storie, arte ed aneddoti di decine e decine di sepolture illustri. Ne ho già parlato qui:

Guida per curiosi e ficcanaso al Cimitero Monumentale di Milano

Non ti scordare di leggerlo…nel frattempo io preparo il prossimo post sulla mia maratona Bookcity!

Immagine di copertina: Pixabay
Foto: Benedetta

 

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